Caddy’ s Adventures in… Pignola

Pignola, detta anticamente Vineola, fu in seguito chiamata Vignola. Incerto è il significato di questi nomi riconducibili comunque al latino vinea, vigna. A partire dal 1863 il comune fu autorizzato ad assumere il suo attuale nome, Pignola di Basilicata, termine che potrebbe riferirsi a qualche pineta del luogo[19].

 comune confina ad est con Anzi, a sud-ovest con Abriola, ad ovest con Tito ed a nord con Potenza. Il territorio pignolese si estende per 55,51 km² ed ha un’altitudine che va dai 700 m di Pantano-Petrucco ai 927 del centro abitato, fino ai 1476 m del M. Serranetta che rappresenta il punto più alto del territorio pignolese[8]. Conta 6.962 abitanti[9]. Il territorio è prevalentemente boscoso e sono presenti numerosi corsi d’acqua che vanno ad alimentare il Basento;[10] numerose anche le sorgenti potabili ma non degne di nota per l’esigua quantità d’acqua. A pochi passi dalla frazione di Pantano a 770 m. di altitudine, è situato un lago, il Lago di Pantano di Pignola, tutelato da una riserva naturale originatosi da un’antica palude bonificata nella prima metà del XX secolo[11].

Il comune comprende tredici frazioni: Campo di Giorgio, Molino di Capo, Mulino di Piede, Pantano, Petrucco, Piancardillo, Ponte Mallardo, Pozzillo, Rifreddo, Sciffra, Serra San Marco, Tora, Tuorno.[5] Nella parte bassa del paese, più precisamente in località Pantano è presente la Riserva regionale del Lago Pantano di Pignola o più comunemente chiamata Oasi del WWF . La zona è ad alta pericolosità sismica.

Pignola è noto come “il Paese dei portali”. Essi sono innumerevoli e vari per forma e struttura. L’esame delle forme li fa risalire al 1600. Il territorio altamente sismico ha reso necessarie nel tempo delle modifiche strutturali. Ciascun portale prende il nome dalla famiglia originariamente proprietaria del palazzo. Accanto ai portali nella maggior parte dei casi sono presenti mascheroni a cui legare gli animali. Spesso figure demoniache, utili contro il malocchio. Stesse figure sui batacchi dei portoni (elemento metallico, di varie dimensioni, usato per bussare alla porta) forse per scatenare l’invidia dei visitatori.[47][48]Il più importante è sicuramente il: Il Portale “Ciasca” (Via Umberto I nº48). Questo è uno tra i portali più interessati, con piedritti lisci che sostengono un arco. Sono presenti delle zanche laterali ampie (barre metalliche per fissare un elemento a una struttura muraria) che, in corrispondenza dei piedritti, sono composte da sei riquadri per parte, adorni di sei figure scolpite a punta di diamante. I balconi in ferro battuto hanno richiami floreali. Lo stemma, sempre in ferro battuto, e le due figure demoniache laterali sono provviste di anelli che servivano per legarvi gli animali, cavalli e muli. Caratteristiche anche le aperture e le finestre chiuse da cancelli chiodati.

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